Non è scattata alcuna sospensione delle contrattazioni sull’intero mercato, ma le soglie sono diventate il tema della giornata. Decrypt ha riportato che l’S&P 500 avrebbe dovuto raggiungere 7.150,41 punti, il 7% sotto la chiusura precedente, per fermare le contrattazioni su tutte le borse statunitensi per 15 minuti. Nel suo punto più basso l’indice era ancora a 3,2 punti percentuali da quella soglia.
È stata quindi una seduta pesante, non una seduta sospesa. La distinzione conta, perché il meccanismo di sospensione è automatico e giovedì il dibattito che lo circondava riguardava un’attesa, non un evento.
I numeri chiave
- 3,8% il calo più profondo dell’S&P 500 giovedì, un giorno dopo un rialzo dell’1,6%
- $2,9 trilioni di capitalizzazione persa, che MarketWatch ha definito la maggiore perdita giornaliera mai registrata
- Quasi l’11% il calo dell’indice dei semiconduttori, con Nvidia in ribasso di oltre il 6%
- 7.150,41 il livello dell’S&P 500 che avrebbe fatto scattare la prima sospensione di 15 minuti
I semiconduttori i più colpiti
Verso le 11 ora di New York il Nasdaq Composite perdeva quasi il 5% e l’S&P 500 il 3,2%, secondo Decrypt. MarketWatch l’ha descritta come la peggiore giornata per i titoli tecnologici dal 2020.
Decrypt ha collegato le vendite ai risultati delle elezioni di metà mandato di martedì e a ciò che una vittoria democratica su tutta la linea potrebbe significare per le aziende che costruiscono infrastrutture per l’IA, soprattutto i data center. Ipek Ozkardeskaya, senior analyst di Swissquote Bank, ha dichiarato a Reuters di sospettare che l’aggressiva espansione dell’IA avrebbe attirato controlli.
Il movimento ha raggiunto altri asset. Decrypt ha riportato che il bitcoin è sceso sotto i $76.000 e che circa $428 milioni di posizioni long a leva sulle criptovalute sono stati liquidati nel giro di un’ora.
Che cosa fa davvero un circuit breaker
I mercati azionari statunitensi prevedono tre soglie automatiche, ciascuna misurata rispetto alla chiusura dell’S&P 500 della seduta precedente. Un calo del 7%, i 7.150,41 di giovedì, sospende le contrattazioni per 15 minuti. Un calo del 13%, a 6.689,09, le sospende di nuovo. Un calo del 20%, a 6.150,89, chiude il mercato per il resto della giornata.
Anche l’orario fa parte della regola. Le soglie del 7% e del 13% smettono di applicarsi dopo le 3:25 del pomeriggio ora di New York, mentre quella del 20% resta attiva fino alla chiusura. Una sospensione riguarda tutti i titoli quotati negli Stati Uniti, compresi quelli del Nasdaq, non solo i componenti dell’S&P 500.
In parole semplici: un circuit breaker è un tasto di pausa scritto nei regolamenti di borsa, non una decisione presa da qualcuno quel giorno. Quando i prezzi scendono abbastanza e abbastanza in fretta, le contrattazioni si fermano per un numero prestabilito di minuti, così che gli ordini possano essere reindirizzati e le informazioni possano diffondersi. Non cambia la direzione del mercato; cambia la velocità con cui il mercato può muoversi.
Che cosa confermano i resoconti e che cosa lasciano aperto
È il confronto con mercoledì a dare forma a giovedì. Decrypt ha riportato che quel giorno l’S&P 500 era salito dell’1,6%, la sua migliore seduta in tre mesi, con il Dow Jones Industrial Average in rialzo di oltre 1.500 punti. Lo stesso giorno il presidente Donald Trump ha pubblicato su Truth Social un post sui massimi storici e sui conti pensionistici degli americani.
Ho esaminato entrambi i resoconti e nessuno dei due indica un livello di chiusura per giovedì. Il 3,8% è il minimo intraday e i $2,9 trilioni sono la stima di MarketWatch della capitalizzazione persa. Decrypt cita anche l’inflazione e l’incerto percorso della politica della Federal Reserve tra le pressioni sulla seduta, senza distinguere quanta parte del calo sia attribuibile a ciascuna.
Che cosa osservare
- Venerdì il rapporto sull’occupazione statunitense di ottobre, che secondo Decrypt gli investitori attendevano per avere indicazioni sulla politica monetaria
